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MITICO
Milano, 15 nov. (Ap
Durante la convention del Pdl sarà votato anche lo statuto del partito, che vedrà nella 'cabina di
Secondo il reggente di An, il nuovo Pdl "sarà più di quanto sono stati fino a oggi Forza Italia e Alleanza nazionale. Un partito che aspira ad avere il 40 per cento dei voti non può essere solo autoreferenziale e deve essere trasparente. In generale i partiti sono vecchi e credo che dobbiamo creare nuove forme e nuove regole da aggiungere a quelle vecchie", ha spiegato
In conclusione,


Il nostro ultimo saluto a:
Capitano pilota Michele CARGNONI, 30 anni, di Brescia;
Tenente pilota Marco PARTIPILO, 29 anni, di Bari;
1° maresciallo Giovanni SABATELLI, 50 anni, di Fasano (Brindisi);
1° maresciallo Carmine BRIGANTI, 41 anni, di Balzano (Taranto);
Maresciallo 1^ classe Giuseppe BISCOTTI, 37 anni, di Grottaglie (Taranto);
Maresciallo 1^ classe Massimiliano TOMMASI, 34 anni, di Calimera (Lecce);
Maresciallo 1^ classe Teodoro BACCARO, 31 anni, di San Vito dei Normanni (Brindisi).
Capitano pilota Stefano Bazzo, originario di Vicenza, in servizio all’83° Centro SAR di Rimini.
Come spesso accade chi parla in Italia lo fa solo per dare fiato alla bocca spesso ignorando di cosa stia parlando; legittimamente, si intenda. Cerchiamo con ordine di fare maggiore chiarezza riportando alcuni dati sull'Università Italiana.
Insomma così com'è, credo sia pacifico, non può andare; la nostra Università va riformata puntando sul merito e sulla razionalizzazione della spesa per ottimizzare le risorse evidentemente non infinite. Il decreto convertito in legge in data 6/08/'08 n 133 non è una riforma Universitaria bensì una legge che va nella direzione su indicata.
Nella legge suddetta i temi interessanti l'Università riguardano gli articoli 16 e 66 ed affrontano il concetto nuovo ma non diabolico di Fondazione Universitarià, quello della Perequazione e quello del Turn Over.
Ogni anno l'Università pubblica riceve dallo Stato l'FFO, fondo finanziamento ordinario, pari a circa l'80% dell'entrate; a questo si aggiungano le tasse pagate dagli studenti. Tutto l'importo dell'FFO, quando non anche di più, viene utilizzato dalle università per pagare il personale docente, assistente, ricercatore, ecc...Per la ricerca rimane 0; per l'innovazione 0; per lo sviluppo 0. Un primo problema consiste quindi nel reperire fondi, pubblici ma anche privati - perchè no; e la legge va proprio in questa direzione: le Università private che decidessero, a maggioranza assoluta del Senato Accademico, di trasformarsi in Fondazioni Universitarie potrebbero reperire finanziamenti privati di aziende interessate ad investire in quell'Università. Ad esempio un'azienda di informatica potrebbe avere interesse ad investire nella facoltà di ingegneria; un'azienda di design potrebbe investire in quella di architettura e così via. Il vantaggio principale, nel breve tempo, sarebbe quello di esaltare il merito, la capacità, la professionalità di quelle Università che puntano sulla ricerca, sullo sviluppo, sulla meritocrazia e che quindi invogliano le aziende - grandi, piccole e medie- ad investire sul futuro di quei giovani. Le Università non in grado di fare cultura finirebbero per essere tagliate fuori, come giusto che sia. E tutto ciò a costo 0 per lo studente che non vedrebbe la sua tassa lievitare, come sento insensatamente dire, dietro il pretestuoso spauracchio che il privato occuperebbe le nostre scuole, che sono e rimarranno di chi ha voglia di imparare.
In realtà attraverso il concetto di perequazione si garantisce a quelle Università che non attraggono capitale privato di ricevere comunque i fondi dallo Stato attravero l'FFO di cui sopra. Peccato che quell'importo verrebbe speso per mantenere in vita chi proprio non lo merita e magari sperpera denaro - pubblico -, assume con la logica del baronato, del nepotismo, avvia corsi con pochissimi studenti (vedi sopra) e moltiplica cattedre e collaboratori a dispetto di chi, con sacrificio, rispetto e professionalità svolge il proprio ruolo nell'interesse dello studente e del Paese. Vorrei sapere perchè debbano nascere Università come i funghi nei posti più strani se non per una sprecona volontà figlia della comodità (e parla chi per frequentare l'Università ha spostato il suo domicilio di oltre 1000km).
Non ha torto il Presidente Berlusconi quando parla di occupazione illegale delle Scuole e delle Università: l'interruzione di pubblico servizio è un reato regolato dal codice penale. Chi commette un reato con la presunzione di farlo per un proprio diritto dimentica che ha un dovere: quello di consentire a chi ne ha voglia di poter studiare, in questo caso. Massimo diritto, tra l'altro sancito dalla Costituzione, di manifestare, scioperare, effettuare cortei, sit in sempre nella legalità; tolleranza zero però nei confronti di chi lede un diritto altrui arrogandosene la proprietà; in quei casi benvenga l'intervento dello Stato.
Infine, a seguito di assunzioni effettuate spesso senza criterio se non quello dell'interesse personale, ci troviamo nella situazione in cui il turn over diventa un obbligo: nei prossimi anni a seguito del pensionamento di personale universitario non si assisterà al pari inserimento di altrettanto personale. E la colpa non è del governo Berlusconi bensì di chi, negli anni scorsi, ha assunto senza regole, ripeto per l'ennesima volta, se non quella dell'interesse personale.
http://www.lalibre.be/index.
Frédéric Hacourt
Mis en ligne le 21/10/2008
On les croyait indissolublement unis par un mariage. Plus de nécessité que de raison, il est vrai. Or voici que le torchon brûle entre le Parti démocratique (PD) et l'Italie des valeurs (IDV), les deux formations constituant l'opposition à Silvio Berlusconi.
En direct à la télévision et pour la première fois, Walter Veltroni, secrétaire du PD, s'en est vivement pris à Antonio Di Pietro, son homologue de l'IDV, l'accusant d'avoir "brisé le pacte" qui les lie en assumant des positions "très lointaines de l'alphabet et de la culture démocratique du centre-gauche". "Di Pietro est un politicien déloyal et fait tout pour rendre difficiles les rapports entre majorité et opposition et dans l'opposition même", a-t-il ajouté.
Antonio Di Pietro a répondu par retour du courrier : "L'IDV est un parti structurel de centre-gauche. Veltroni croit-il y aller sans notre contribution ? Il n'aurait même pas droit à un lot de consolation. Les approches puériles du secrétaire du PD vers la majorité ont un relent collaborationniste; on ne traite pas comme cela avec ce requin de Berlusconi", tonne-t-il.
Un recours à la débâcle
Aux élections législatives d'avril dernier, l'apport de l'IDV qui a conquis de justesse 32 députés et 15 sénateurs, permit à la gauche, perdante, d'éviter la débâcle totale. Mais Antonio Di Pietro, l'ancien magistrat rendu célèbre par sa lutte contre la corruption politique, qui a depuis montré de remarquables dons de tribun, a toujours entendu mener seul sa barque en se faisant l'aiguillon d'une opposition pure et dure. Ce qui le démarque de ses alliés, qui penchent plutôt pour la prudence face à un Silvio Berlusconi Premier ministre tout-puissant et dominant le Parlement, qu'il modèle à ses besoins.
Ce n'est pas un hasard si seules l'IDV et la gauche extra-parlementaire sont jusqu'à présent descendues dans la rue pour s'opposer, en ces temps de crise, à la politique socio-économique berlusconienne alors que le PD, lointain héritier du Parti communiste, va de balbutiements en luttes internes qui le paralysent.
La réforme de l'éducation
Le dernier sujet de discorde est constitué par la réforme de l'enseignement imposée par le Premier ministre Silvio Berlusconi. Il s'agit de supprimer quelque 85000 emplois d'institutrices, un coup pour la qualité de l'école publique.
Dernier addendum, concédé à la très xénophobe Ligue du Nord : la constitution de classes spéciales pour les enfants étrangers ne maîtrisant pas la langue italienne. Certains parlent ouvertement d'"apartheid".
Le monde scolaire est, transversalement, en révolte et l'IDV appuie dans le concret ces revendications. De l'autre côté de la barrière, Silvio Berlusconi a beau jeu de se gausser des disputes entre ses adversaires, "des gens avec lesquels il est inutile de discuter", proclame-t-il.
Du haut de son Olympe, le Premier ministre considère par ailleurs les travaux parlementaires comme une "perte de temps" et procède par décrets qu'il fait traduire en lois, à coups de votes de confiance, par un hémicycle tout à sa dévotion. Il s'est ainsi octroyé une mesure le mettant à l'abri des poursuites judiciaires dont il est encore l'objet. "Me ne frego" ("Je m'en fous"), répète-t-il à l'envi.
Un test pour Veltroni
La petite phrase n'est pas innocente : elle fut le leitmotiv du fascisme. De là à évoquer l'instauration d'un nouveau régime, il n'y a qu'un pas qu'Antonio Di Pietro franchit allégrement, à la grande colère du très conciliant Walter Veltroni.
Tout ceci alors que le même Veltroni convoque à Rome, pour samedi prochain, une manifestation anti-berlusconienne qu'il veut aussi modérée qu'océanique. En cas d'échec, toujours probable, il aura lui-même creusé sa tombe.
Posto un articolo del lucidissimo Franco Battaglia del Giornale, da anni capace di smascherare le falsità sull'ecosostenibilità attaccando il conformismo di molti "scienziati" e personaggi pubblici. Edoardo Dubini